Andiamo al cinema. Suite Francese.

Ciao cari lettori e care lettrici!

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Per giorni ho pensato a come iniziare degnamente questa mia nuova avventura “bloggosa”, alla fine ho deciso di iniziare a basta. Se volete ci conosceremo piano piano, leggendoci a vicenda. Questo blog non ha grosse pretese, avevo semplicemente voglia di parlare un pò della mia vita e delle cose che mi piacciono.

Andiamo ad iniziare. Oggi avevo proprio voglia di scrivere perchè ieri mi sono imbattuta in una di quelle cose che ti fanno dire “wow che meraviglia! devo dirlo a tutti!”. No non pensate a chissà che, sono semplicemente andata al cinema. Ecco notizia N.1: sono decisamente cine-dipendente. Della serie mi faccio in anticipo il calendario dei film che devo andare a vedere!!

E così ieri via. Mentre orde impazzite di bambine accompagnate da madri (e da qualche poco entusiasta padre) si accalcavano per accaparrarsi gli ultimi preziosissimi posti per “Cenerentola” e le più sfortunate scoppiavano in disperati pianti per essere arrivate troppo tardi… io andavo tranquillamente a vedere SUITE FRANCESE.

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Film tratto dall’omonimo romanzo di Irene Nemorowsky e ambientato in una piccola città della campagna francese, nei mesi dell’occupazione tedesca. Qui vivono la vedova Angellier e sua nuora Lucile. Il figlio e marito delle due donne è partito per la guerra e non dà notizie di sé. Lucile si è sposata, non per amore ma per volere del padre, con un uomo che intendeva soltanto approfittare delle ricchezze della famiglia della giovane. Il matrimonio non è, dunque, dei più riusciti e per giunta Lucile non ha figli. A portare scompiglio nella vita sconsolata della donna è l’occupazione nazista. Un ufficiale tedesco, Bruno von Frank, viene, infatti, acquartierato in casa Angellier. Tra i due giovani scocca ben presto la scintilla.

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Non ho ancora letto il libro, che giace da non so quanto tempo nella mia libreria. Indizio N.2: sono una lettrice accanita e patologica, di quelle che ahimè accumula più libri di quanti non riesca poi effettivamente a leggerne. Non posso quindi fare confronti, ma devo comunque premettere che non appartengo al filone dei detrattori dei film rispetto ai libri da cui sono tratti. Vado al cinema per sognare e per distrarmi e non presto una maniacale attenzione a colonne sonore, scelte della fotografica, incongruenze storiche ecc. ecc.. Insomma non credo che avrò mai speranze come critica cinematografica! Tutto questo per dire che anche i film che si discostano più o meno dai romanzi da cui sono tratti non mi disturbano più di tanto. In ogni caso comunque non so dirvi quanto sia fedele all’originale, quello che posso dirvi è che si tratta di un film molto molto intenso ed emozionante.

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Ai romanzi d’amore con sfondo storico non so resistere: datemi un romanzo storico e conquisterò il mondo!

Torniamo a noi, ho visto i 110 minuti del film in quello stato emotivo che alla fine, dopo avere asciugato una lacrimuccia, mi fa dire solo “wow”. Trovo che i due attori siano stati superlativi a rendere i sentimenti dei due protagonisti, che vengono travolti a dispetto di tutto da una forte passione. Pochissime parole, solo sguardi e gesti. Sullo sfondo la follia della seconda guerra mondiale che tutto travolge e non permette a nessuno di ignorarla per vivere liberamente i propri sentimenti. E’ una continua lotta tra sentimenti e ragione, tra ciò che il cuore comanda e ciò che la realtà impone. Si è catapultati fin dai primi istanti in uno dei periodi storici più difficili dell’umanità: che dire della scena del bombardamento sugli sfollati?!? Ho amato questo film già da quel momento!

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La Nemirowsky scrisse questo romanzo proprio nel periodo dell’occupazione nazista e non riuscì mai a completarlo perchè anche lei, ebrea, fu deportata a Auschwitz dove morì. Prima di essere catturata riuscì a mettere in salvo le figlie e proprio una di loro, Denise, per anni ha conservato una valigia contenente i manoscritti della madre senza riuscire ad aprirla. Suite Francaise fu pubblicato solo nel 2004 e divenne subito un successo mondiale. Ciò che mi ha colpito molto è il fatto che Irene, viste le sue vicissitudini, avrebbe dovuto considerare i tedeschi come il male assoluto; invece scrisse un’opera in cui il bene e il male si fondono, ci sono francesi crudeli e meschini e un protagonista maschile, tedesco, che si ritrova suo malgrado a recitare un ruolo negativo nella storia.

Se vi piacciono i film a sfondo storico ve lo consiglio vivamente!!! Attendo le vostre impressioni.

Un bacio.

p.s. Il titolo si riferisce al brano musicale che Bruno, che prima della guerra era un compositore, compone durante il suo soggiorno a casa di Lucile. L’amore per la musica sarà infatti ciò che avvicinerà inizialmente i due.

“La certezza della mia libertà interiore, questo bene prezioso, inalterabile, e che dipende solo da me perdere o conservare. La convinzione che le passioni spinte al parossismo come capita ora finiscono poi col placarsi. Che tutto ciò che ha un inizio avrà una fine. In poche parole, che le catastrofi passano e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto. Perciò, prima di tutto vivere: primum vivere. Giorno per giorno. Resistere, attendere, sperare.” Irene Nemirowsky

http://www.youtube.com/watch?v=cudi9KyWpWw

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